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Omessa dichiarazione.

SUCCESSIONE - Omessa dichiarazione
Per una dimenticanza mia e di mio fratello,
l'anno scorso a seguito del decesso di mio padre abbiamo omesso di presentare la dichiara­zione di successione in presenza di alcuni immobili che ci sono stati lasciati in eredità; trattasi di una normalissima successione tra padre e figli senza alcun vincolo e problematica; è possibile sapere se è sanabile tale dimenticanza?
Il lettore non precisa la data del decesso del padre, che sarebbe un'informazione molto utile per dare una risposta. Si osserva, in ogni caso, che l'obbligo di presentare la dichiarazione di successione sussiste solo nel caso in cui nell'eredità vi siano beni immo­bili che si trovano sul territorio italiano o diritti reali im­mobiliari sugli stessi. La dichiarazione di successione è prevista dagli artt. 27 e seguenti del D.Lgs. n. 346/1990 ("Approvazione del Testo unico delle disposizioni con­cernenti l'imposta sulle successioni e donazioni"); deve essere presentata presso l'Agenzia delle Entrate terri­torialmente competente entro dodici mesi dalla data di apertura della successione. corrispondente, in genere, alla data di morte del contribuente (art. 27, comma 1, e art. 31, comma 1, D.Lgs. n. 346/1990). su apposito modulo reperibile presso ogni ufficio locale delle Entra­te stesse o sul sito internet  www.agenziaentrate.it. Nel caso in cui la dichiarazione di successione ed il rela­tivo versamento delle imposte ipotecaria e catastale av­vengano oltre il termine previsto di 12 mesi, è fatta salva la possibilità di ricorrere all'istituto del ravvedimento ope­roso, stante il rispetto dei requisiti allo scopo necessari. La sanzione per omessa dichiarazione di successione senza imposta varia da un minimo di euro 258 ad un massimo di euro 1.032; laddove invece fosse dovuta anche l'imposta, la sanzione risulterebbe essere varia­bile dal 120% al 240% dell'imposta. Qualora sia ancora possibile ricorrere all'istituto del ravvedimento operoso (entro un anno dall'omissione) di cui all'art. 13, D. Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, la sanzione è ridotta ad un decimo del minimo della sanzione dovuta (euro 25,80).